La fake news dell’area ex Saffa acquistata da un emiro per farci la moschea, perché in tanti ci hanno creduto?

La fake news dell’area ex Saffa acquistata da un emiro per farci la moschea, perché in tanti ci hanno creduto?


E fu così che anche noi di Naviglioparlante abbiamo pubblicato una notizia falsa. Volutamente falsa. Era il primo aprile, giorno tradizionalmente dedicato agli scherzi e ne abbiamo fatto uno che, ammettiamo, non tutti hanno apprezzato. Con loro ci scusiamo, ma aggiungiamo che questo articolo che abbiamo voluto io e Marcello, non è uscito a casaccio. C’erano 2 o 3 notizie scherzose che avremmo voluto mettere, ma la scelta è ricaduta sull’area ex Saffa acquistata da un emiro per farci la moschea più grande d’Italia. Diamine era talmente assurdo che bastava rifletterci pochi secondi per capire che era un pesce d’aprile. Invece per molti è stata una notizia che aveva del clamoroso. L’abbiamo pensata in questo modo perché molto provocatoria arrivata poche ore dopo la fine del Ramadan, evento che coinvolge la comunità islamica e sul quale si discuteva come sempre senza saperne nulla.

Da una parte l’area ex Saffa di Pontenuovo, luogo storico per eccellenza del nostro territorio. Su quell’area insistono simboli religiosi di primaria importanza per le nostre tradizioni, la chiesetta e la casa sponsale di Santa Gianna. In quel luogo hanno lavorato migliaia e migliaia di persone della nostra zona. Bene, arriva un fondo riconducibile ad un emiro ricco sfondato e demolisce tutto. Addio alla nostra storia, alle nostre tradizioni, alla casa sponsale, alla chiesetta. Tutto demolito per farci una moschea. La domanda che ci siamo posti è semplice. Perché ci abbiamo creduto? La risposta è altrettanto semplice: perché volevamo crederci. Nel nostro cervello si innesta un meccanismo tale per cui quando ci arriva una notizia e arriva da una fonte conosciuta come affidabile (e in questo noi orgogliosamente lo siamo e ringraziamo i lettori che ci ritengono tali…) inevitabilmente ci crediamo.

Se non fosse stato il primo aprile coloro che ci avrebbero creduto sarebbero stati molti, ma molti di più. E questo, cari amici di Naviglioparlante, è il motivo per cui tantissime fake news trovano terreno fertile nei social. Ma ancor più interessante è stata la reazione alla notizia. Reazione che riassumiamo in una sola parola: paura. Invece di prenderla per quello che era il meccanismo secondario è stato di pensare alle conseguenze. Molti si sono fatti una domanda. E se un giorno dovesse accadere veramente? Se davvero dovesse arrivare un emiro a fare man bassa dei nostri luoghi? Cari amici di Naviglioparlante noi non abbiamo la palla di vetro che prevede il futuro e non possiamo sapere cosa succederà tra 50 anni. Ma possiamo dirvi con certezza che la paura è la peggiore reazione che possiamo avere di fronte ad un evento che potrebbe accadere.

Ne parleremo nelle prossime puntate perché non è questa la sede adatta. Abbiamo già parlato della paura, ma lo faremo di nuovo. Pensandola come reazione ad eventi che non conosciamo e che non vogliamo conoscere. Anzi ci terrorizzano. Ci scusiamo di nuovo con chi si è intimorito di fronte ad una fake news da pesce d’aprile. E invitiamo (l’invito è rivolto anche a noi stessi perché tutti ci caschiamo) a riflettere a fondo su quello che leggiamo. Prima di trarre conseguenze che potrebbero rivelarsi errate.

Graziano Masperi

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